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Assicurazione infortuni sportivi: nuove frontiere del mercato

Più sportivi in tutto il mondo

Il settore assicurativo sportivo era fino a poco tempo fa un comparto minimo del mondo delle polizze, riservato a categorie d’élite professionistiche e con un parco clienti molto ristretto. Questo quadro iniziale ha iniziato a cambiare da quando lo sport è divenuto una presenza costante nel tempo libero dell’uomo occidentale, anche degli italiani, che dal calcetto settimanale con gli amici si spostano adesso verso palestre e percorsi podistici con una frequenza molto più stretta.

La finalità principale è il benessere. Stiamo infatti parlando principalmente di sportivi che praticano attività a livello amatoriale o dilettantistico, una massa di atleti che ammonta in Italia a circa 17 milioni di persone, racchiudibile in una percentuale pari al 30%. Una cosa è certa, l’attività sportiva amatoriale o dilettantistica è in costante ascesa, ed è proprio in queste categorie di atleti che il mercato assicurativo sportivo trova un bacino prezioso di potenziali clienti, finora ignoto. Fra le attività sportive per le quali si richiede sempre più spesso una polizza assicurativa spiccano lo sci e l’escursionismo, ma anche i meno sospettabili sport di resistenza come ciclismo e triathlon.

Oltre agli appassionati del movimento, un’altra area in costante ascesa del settore è quella delle varie compagnie, associazioni e società sportive che, dal 2010, sono obbligate a sottoscrivere una polizza assicurativa per i propri iscritti in virtù decreto 3 novembre 2010, un provvedimento normativo che si allinea alle realtà internazionali e alla crescente attenzione in materia di sicurezza e tutela dagli infortuni, anche sportivi.

Le prime polizze

In ambito internazionale, e in particolare negli Stati UnitiRegno Unito e Cina, il mercato assicurativo sportivo ha conosciuto una forte impennata già da almeno due decenni, a causa di una maggior diffusione di sportivi attenti alla tutela di sé, come di amanti degli sport estremi. In Italia invece il fenomeno è piuttosto recente, ma per questo soggetto ad una crescita molto più repentina rispetto ai paesi citati precedentemente.

Le più grandi compagnie assicurative nazionali e internazionali hanno così dovuto aggiornare le loro offerte, non più rivolte solo ai professionisti dello sport, ma anche alla crescente massa di appassionati o iscritti a compagnie dilettantistiche. Un bacino di clienti con numeri da capogiro, ampliato anche da coloro che invece scelgono di assicurarsi per una vacanza sportiva: anche qui i numeri sono in aumento e riguardano soprattutto pratiche quali lo sci, il nordic walking ed altri sport estremi.

Nuove prospettive

La concorrenza che si è istituita nel settore delle assicurazioni infortuni sportivi è agguerrita e soprattutto molto differenziata. La principale sfida per le compagnie assicurative è costituita dall’esigenza di far fronte a situazioni di copertura molteplici, generate da una quantità di casistiche di infortuni potenzialmente infinita. Un’ulteriore difficoltà, è stata individuata nel settore “liquido” dei praticanti indipendenti, dove stabilire un numero approssimativo di potenziali clienti, i fattori di rischio oggettivi e soggettivi, il premio più adeguato sono operazioni molto complesse.

Attualmente quindi, possiamo affermare che la sfera delle assicurazioni infortuni sportivi è un mercato difficile ma ricco di prospettive specie per le compagnie assicurative che potranno testare capacità organizzative e nuove risorse. Un ottimo banco di prova dunque dove, se l’impegno profuso è di alto livello, i risultati non si faranno certo attendere.

Roberto Paolucci

Redazione “Mio Assicuratore